Le radici del futuro. La sfida tra la Lexus e l’ulivo: che cos’è la globalizzazione e quanto conta la tradizione
Lingua: Italiano
Come editorialista economico del “New York Times” Thomas Friedman ha visto e raccontato il mondo in lungo e in largo, intervistato contadini della foresta amazzonica, imprenditori indonesiani, studenti islamici in Iran, maghi della finanza a Wall Street e giovani emergenti della Silicon Valley. Questo libro è il frutto del suo lavoro di anni e il ritratto di un modo economico in profonda evoluzione, un tentativo di comprendere un fenomeno che è sotto gli occhi di tutti, ma di cui non è semplice cogliere i confini, il signficato e le conseguenze: la globalizzazione.
In questo libro Thomas L. Friedman raccoglie e ordina gli articoli scritti per il “New York Times” grazie ai quali il giornalista ha vinto il suo terzo Premio Pulitzer. Da New York all’Afghanistan, da Israele all’Europa, dalla Palestina all’Indonesia, dall’Arabia Saudita al Pakistan, l’analista politico americano parla con i leader nazionali ma anche con uomini e donne nei bar e nelle scuole, raccontando le mille sfaccettature e mille volti della guerra che l’America combatte contro il terrorismo.
Le radici del futuro. La sfida tra Lexus e l’ulivo: che cos’è la globalizzazione e quanto conta la tradizione
Lingua: Italiano
Come editorialista economico del “New York Times” Thomas Friedman ha visto e raccontato il mondo in lungo e in largo, intervistato contadini della foresta amazzonica, imprenditori indonesiani, studenti islamici in Iran, maghi della finanza a Wall Street e giovani emergenti della Silicon Valley. Questo libro è il frutto del suo lavoro di anni e il ritratto di un modo economico in profonda evoluzione, un tentativo di comprendere un fenomeno che è sotto gli occhi di tutti, ma di cui non è semplice cogliere i confini, il signficato e le conseguenze : la globalizzazione.
Lontani da qui. Storie di ordinario dolore dalla periferia del mondo
Lingua: Italiano
Ripercorrendo i luoghi da cui ha mosso i suoi primi passi come inviato, l’autore guida il lettore per il lato oscuro della terra. Lo accompagna attraverso un’avvincente escursione per mostrare i drammi più cupi dell’umanità: la povera gente di Monrovia che festeggia Natale e Capodanno al cimitero, bevendo, mangiando e dormendo accanto alle tombe dei defunti; i molti emigranti messicani che inseguendo il sogno di raggiungere l’America si fanno mozzare le gambe dai treni merci; gli abitanti di La Oroya avvolti da un’apocalittica polvere di piombo, zinco, zolfo e arsenico emessa dalla “fonderia della morte” al centro della cittadina; la strage di civili nella terra Tamil; le favelas del terrore di Caracas e i figli della Revolución cubana in fuga da una realtà immiserita e senza scampo. Raccontato in prima persona, a metà strada tra memoir e reportage, “Lontani da qui” è il resoconto doloroso e commovente di una vita intera dedicata al viaggio che chiude con un grande insegnamento: il sangue versato sui campi di battaglia non migliorerà mai il corso della storia, finché non cambierà il cuore di chi combatte.
Sporche guerre. Dall’Afghanistan ai Balcani le avventure e gli incontri di un grande inviato
Lingua: Italiano
Dal “Vietnam” sovietico dell’Afghanistan alla guerriglia peruviana, dal “cimitero dei vivi” delle carceri turche al mattatoio balcanico, dall’inferno della Cecenia alle terre dell’integralismo islamico, a quelle che Giorgio Manganelli definiva le “pattumiere della storia”: la Birmania, la Colombia, le città disperate dell’India. Un grande inviato ci racconta le sporche guerre che (non) sconvolgono il mondo.
Caldo, piatto e affollato. Com’è oggi il mondo, come possiamo cambiarlo
Lingua: Italiano
Il surriscaldamento del clima, lo stupefacente livellamento – favorito dalla globalizzazione – degli stili di vita di un numero crescente di persone e la brusca impennata demografica degli ultimi decenni hanno trasformato la Terra in un pianeta “caldo, piatto e affollato”, alterando pericolosamente gli attuali equilibri naturali, sociali ed economici. Fra pochi anni, gli effetti del dissennato sfruttamento delle risorse e della produzione di quantità sempre maggiori di gas serra e altre sostanze inquinanti si mostreranno in tutta la loro drammaticità. Ma è ancora possibile fare qualcosa per scongiurare la catastrofe? E se sì, che cosa? È a questa domanda che Thomas L. Friedman, si propone di rispondere, accantonando le argomentazioni della retorica ambientalista e affondando impietosamente lo sguardo nelle molte negligenze – volontarie o involontarie – che hanno portato alla situazione attuale. Il primo passo da compiere per evitare la massiccia estinzione di specie vegetali e animali – con enormi ripercussioni anche sulla vita dell’uomo – è, a suo avviso, l’elaborazione e la rigorosa applicazione di una strategia sistemica in cui l’interazione delle scelte operative indispensabili crei i presupposti di una rivoluzione “verde” globale del modo di produrre e di vivere, che può costituire il volano per una crescita economica impetuosa.
Ci sono biografie cui gli autori aggiungono robuste iniezioni di fatti più o meno avvenuti, nel tentativo, non sempre elegante, di farle assomigliare a romanzi: e ce ne sono altre in cui l’autore qualche fatto è costretto a toglierlo, perché il romanzesco non appaia inverosimile. A questa seconda categoria, non molto folta, appartiene la vita di Joseph Needham, brillante biochimico a Cambridge, nudista ante litteram, danzatore quasi professionale di balli folklorici dell’antica Inghilterra (con l’ausilio delle indispensabili cavigliere), comunista, marito esemplare di una biochimica inglese, Dorothy, e amante entusiasta di una biochimica cinese, Lu Guizhen ciascuna la migliore amica dell’altra. Una vita, quella di Needham, interamente sotto il segno dell’azione e del tumulto, che conosce il suo apice, ma non il suo epilogo, negli anni trascorsi in Cina, con complessi incarichi diplomatici, fra il 1943 e il 1946. Una vita nelle cui pause Needham trovò il modo e l’energia di curare diciotto volumi di un’opera capitale ancora oggi in corso di realizzazione, “Scienza e civiltà in Cina”, straordinaria enciclopedia di una civiltà millenaria e al tempo stesso appassionante inchiesta sul cosiddetto “problema di Needham” – perché, se la Cina ha inventato quasi tutto (dalla polvere da sparo alla stampa), la scienza moderna si è sviluppata altrove, sulle sponde del Mediterraneo e dell’Atlantico?
Guida pratica al trattamento basato sulla mentalizzazione. Per il disturbo borderline della personalità
Lingua: Italiano
II volume fornisce linee guida pratiche e di facile applicazione per il trattamento dei pazienti borderline, per aiutarli a sviluppare una più solida capacità di mentalizzazione nel contesto di una relazione di attaccamento. II testo è corredato di riferimenti teorici essenziali, integrati da precise indicazioni sulle procedure di valutazione e sugli interventi di base per promuovere la mentalizzazione. E naturalmente anche sulle cose da non fare. In appendice sono allegati una check-list da utilizzare nella fase di valutazione e un esercizio di autovalutazione per il clinico, per misurare il grado di aderenza al modello e alla prassi clinica basata sulla mentalizzazione.
“L’enciclopedia attiva della scienza” permette di scoprire la scienza in azione, dai principi che spiegano il mondo intorno a noi fino alle teorie che hanno reso possibile la tecnologia in rapido sviluppo di oggi. Immagini e contenuti attuali contribuiscono a illuminare scoperte scientifiche fondamentali. Il libro è caratterizzato da un ricco patrimonio di dati e informazioni sugli scienziati, sulle nuove tecnologie e su altri aspetti della scienza. Età di lettura: da 9 anni.
Due donne a confronto: Emilia e i suoi colloqui immaginari con Valentina, sua figlia. La prima costretta a ripercorrere le tappe della sua vita per la tragedia relativa alla morte dell’amatissimo marito Piergiorgio. La seconda arriverà a puntarle il dito contro accusandola di non avere compreso la gravità della depressione dell’amato padre. Un rapporto messo in discussione e un dialogo tra madre e figlia venuto improvvisamente a mancare. Nella mente di Emilia sorge il dubbio di avere sprecato la sua vita nell’illusione di vivere un amore coniugale perfetto. Un tarlo che la costringerà a rivedere, di volta in volta, le tessere dei suoi anni con Piergiorgio e non avrà pace fino a quando riuscirà a riprendere il suo cammino.